5 OTTOBRE ORE 16.30 VERNISSAGE MOSTRA COLLETTIVA “LIMITI – POESIA DIFFUSA”

È necessario tracciare un limite, stabilire un territorio proprio.
È il fondamento dell’orientarsi, del conoscere oltre che del riconoscere.
Instaurare poi una relazione biunivoca con lo stesso, coniugare perciò l’abitare il territorio con l’esserne abitato, aggiunge in noi la consapevolezza della complessità dell’esistenza.
La condizione di limite, che potrebbe nascere da questo presupposto, può avere una doppia conseguenza: portarci all’idea che non possiamo realizzare tutto, occupare tutto, manipolare tutto, possedere tutto, che siamo imperfetti, insomma; oppure che, non potendo ora realizzare, occupare, manipolare, possedere tutto, la nostra imperfezione può essere la spinta per vedere il limite come una soglia da oltrepassare. Una soglia a cui potrebbero subentrarne molte altre, in una successione indefinita, che la stessa idea di TUTTO non riesce a offrire, poiché essa rimanda ad una saturazione del sapere e del sapore dell’esistenza, ad una sua conclusione.
Questa seconda chiave interpretativa, l’idea di limite come soglia, funge da sprone verso un continuo cammino; un cammino solitario e socievole, se continuiamo a rimanere aperti alla comunione tra un mondo interiore e un mondo esteriore, che vanno plasmandosi in noi, attraverso limiti diafani; limiti che servono a creare spazi ospitanti, ad accogliere l’ineffabile, perché sconosciuto, e a collocare le indefinite idee di noi, le quali via via ci appaiono come sparute ipofanie.
(Luciano Paronetto
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