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Dal 2008, Microcollection, parallelamente alla sua attività tradizionale con i consueti Cabinets de regard che permettono di visionare frammenti di opere d’arte contemporanea della collezione attraverso un microscopio, realizza le cosiddette Semine d’arte in aree verdi le più disparate, antistanti musei, in aiuole urbane, orti botanici, rotonde stradali etc..
In occasione di questa residenza, in qualità di direttrice di MicroCollection, presenterò la non-opera Aiuola d’attesa costituita da una piccola area del Giardino della Pace in cui seminerò un frammento dell’opera Radici del 2015 dell’artista svizzera Aglaia Haritz davanti a una o più panche o sedie.
Qui il pubblico può prendere posto e, con un puro atto di fede, attendere pazientemente la germinazione e la crescita di questa opera d’arte in divenire. Si viene così a creare un luogo d’incontro e di confronto nel tempo di un’attesa benefica che stimola la creatività e la ricerca portando lo spettatore a dare vita all’opera d’arte grazie ai propri poteri immaginifici.

Questa semina d’arte attiva una dinamica di restituzione fisica dei frammenti prelevati negli anni in una simbologia trasparente molto chiara di prelievo e dono, focalizzandosi appunto sull’aspetto dell’attesa. La scelta del frammento dell’opera Radici è significativa perché rimanda alle tematiche della residenza. Il frammento si infiltrerà nel terreno arricchendo il già fertile humus artistico- culturale/colturale del Giardino della Pace, stimolando la riflessione e la crescita collettiva, a beneficio del pubblico. Le Semine d’arte rappresentano un ulteriore concreto sviluppo della poetica di MicroCollection, nella speranza che un sano humus artistico contribuisca ad arricchire e migliorare la realtà.

Inoltre, al fine di sottolineare ulteriormente la relazione attiva del pubblico nei confronti dell’opera d’arte, distribuirò ai presenti dei vasetti per piantine 100% ecocompatibili e biodegradabili di cui allego immagine, contenenti del terriccio e un frammento di un’opera d’arte con relativa etichetta da orto indicante i dati dell’opera. L’opera d’arte quindi vive non solo nello sguardo del pubblico, ma anche nelle sue azioni, infatti chi riceverà questo dono potrà farne un uso libero e indipendente.

La Residenza sarà per me anche l’occasione di acquisire nuovi frammenti di opere d’arte per la mia collezione in cambio di spunti di riflessione e opere d’arte in divenire.
Elisa Bollazzi

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